top of page

La comunità etnica russofona d’Ucraina non esiste nella guerra tra Zelensky e Putin

La polarizzazione mediatica dello scontro tra russi e ucraini sta impedendo all’opinione pubblica di cogliere la complessità della situazione. La narrazione dei media occidentali mainstreamha completamente omologato il dibattito sulle cause, preferendo dilungarsi spesso sul racconto a tratti estremamente patetico della vicenda bellica, dimenticando la sorte delle comunità che entro i confini ucraini non si riconoscono né nelle autorità di Kiev né nella Federazione russa.

Diversamente da quanto propalato in modo quasi martellante in questi giorni, nello Stato ucraino non esiste un’unica nazione e probabilmente non esiste, almeno in termini culturali, un unico popolo. I confini tracciati attualmente sono frutto di una sistemazione amministrativa - effettuata all’alba della nascita dell’Urss da Lenin e dall’allora commissario del popolo alle nazionalità, Iosif Stalin - che colloca nello stesso territorio gruppi che hanno tradizioni linguistiche e religiose molto diverse.

Ancora fino al 2001, infatti, un censimento rivelava che il russo era la lingua del 29,3% della popolazione totale e di questa percentuale il 56% era di etnia russa. L’altro 44% di russofoni si divideva tra ucraini, bielorussi, ebrei, greci, bulgari, moldavi, armeni, tartari, polacchi, tedeschi e tartari di Crimea (vedi la cartina con la distribuzione dei russofoni in Ucraina). È possibile che la quota parte dei parlanti russi di etnia non russa sia il frutto delle politiche di forte russificazione avviate prima ai tempi dello zar Alessandro III e in seguito dalle politiche nazionali sovietiche; come quella dei parlanti ucraini, d’altra parte, potrebbe essere causata dalle politiche di “ucrainizzazione” che comunque sono state adottate negli scorsi decenni.

Il dato interessante, però, è che la componente russofona in Ucraina rappresenta la più grande comunità linguistica russa fuori dalla Federazione guidata da Mosca ed è il più grande gruppo europeo che non ha uno status ufficiale per la sua lingua (circostanze che ovviamente non giustificano l’imperialismo putiniano). A ciò va aggiunto che la comunità etnica è altrettanto divisa da un punto di vista religioso tra una Chiesa Ortodossa che si riconosce nel Patriarcato di Kiev (38.9%), una che si riconosce nel Patriarcato di Mosca (29.4%) e i greco cattolici (14.7%).

Ma veniamo ad una statistica più recente sul quale riflettere ulteriormente. Nel 2008, prima della guerra in Ossezia del sud tra Russia e Georgia, la Gallup - società americana di analisi e consulenza con sede a Washington - effettuò un sondaggio sull’orientamento dei cittadini rispetto alle politiche dell’allora presidente Viktor Juščenko (in carica dal 2005 al 2010). Il 65% degli intervistati, pur sottolineando l’importanza di mantenere rapporti con gli USA e l’Unione Europea, ritenevano sbagliate le politiche filooccidentali del governo e preferivano relazioni solide con la Russia, mentre soltanto il 16% esprimeva piena fiducia nell’azione dell’establishmentucraino. Insomma, secondo i dati Gallup, nel 2008 un significativo campione di ucraini avrebbe espresso un maggiore interesse ad avere legami più stretti con la Russia e si dicevano meno entusiasti dell'adesione alla NATO. Chiaramente i sondaggi lasciano il tempo che trovano perché risentono della volatilità di un consenso ormai deideologizzato, ma l’attaccamento a Mosca potrebbe essere un sintomo della massiccia presenza di gruppi russofoni.

Secondo lo storico ucraino Vyktor Horodjanenko, la comunità socio-culturale russa ucraina – stanziata per buona parte nelle città industriali dell’est e del sud dell’Ucraina -, considerando fattori etnici, linguistici e religiosi, ha una propria identità. Identità di cui nessuno parla e di cui nessuno sembra tenere conto, a parte le forze armate ucraine che nel 2015, ancora dopo gli accordi di Minsk, bombardarono Gorlovka – area russofona del Donbass - e in sette mesi provocarono la morte di 164 civili e il ferimento di altre 501 persone.

32 visualizzazioni0 commenti
bottom of page
UA-137738610-2